Istituiti formalmente nel 1975 (legge 405/75) i consultori familiari sono stati realizzati sul territorio nazionale con tempi e modalità differenti in seguito all’approvazione delle specifiche leggi regionali. Nel 1978 con le legge 833/78 i consultori sono stati incorporati con modalità non omogenee nel servizio sanitario nazionale, dando luogo a dei problemi che hanno reso l’iter attuativo degli stessi ,come presidii sul territorio, molto più complesso del previsto.
In primo luogo la legge istitutiva nazionale e quelle regionali non potevano proporre obiettivi operativi e priorità, questo era infatti pertinenza delle regioni, e dunque in questo periodo si sono limitate a promuovere la prevenzione e la tutela della salute. A questo si aggiunga che spesso è mancato un reale coordinamento tra stato e regioni al fine di di formulare scientificamenti gli interventi e il quadro è chiaro.
I consultori nascevano con un’impostazione completamente diversa rispetto al tradizionale modello di assistenza sanitaria, privilegiando un approccio non direttivo ma orizzontale, una soglia di accesso bassa e una costante attenzione alle differenze di genere. Lo scontro con l’impostazione biomedica dei servizi tradizionali è stata dunque molto forte, ed ha portato nella quasi totalità dei casi ad un tentativo di deleggittimazione ed emarginazione dei consultori familiari da parte delle istituzioni tradizionali , sia impedendo l’assegnazione di risorse umane ed economiche sia negando l’integrazione strutturale. A partire dalla fine degli anni Ottanta, commissioni nazionali promosse dai Ministri della sanità hanno prodotto linee di indirizzo per la riqualificazione e potenziamento dei consultori familiari, l’ultima delle quali nel contesto del Progetto Obiettivo Materno Infantile, è parte integrante del Piano Sanitario Nazionale 1998-2000.
Oggi in Italia i consultori familiari rappreseno una realtà di assistenza alla persona imprescindibile. Si configurano di base come sevizi di assistenza alla famiglia e di educazione alla maternità e paternità responsabili con una prevalenza degli interventi mirati alla salvaguardia della salute della coppia e della prole.L’approccio tipico che caratterizza i consultori è quello multidisciplinare.In un Consultorio lavorano gomito a gomito psicologi, assistenti sociali e sanitari, ostetriche, ginecologi e pediatri. Le principali prestazioni erogate dai consultori sono:
consulenze psicologiche e sociali (individuali, familiari, di coppia e a minori);
consulenze e terapie sessuali;
consulenza ed assistenza sanitaria e psico-sociale per gravidanza, contraccezione, sterilità ed interruzione volontaria di gravidanza;
consulenze per la diagnosi precoce dei tumori della sfera genitale e delle malattie sessualmente trasmesse;
consulenze per problemi legati alla menopausa;
consulenze agli adolescenti;
controlli della salute e dell’accrescimento del bambino;
corsi di educazione alla salute e di preparazione al parto.
Le statistiche ci dicono che l’indice di gradimento per coloro i quali si rivolgono ai consultori è molto alto e questo, unitamente al plauso proveniente dalla comunità internazionale è dovuto in sostanza ad una serie di fattori che rendono questi presidi unici. Innanzitutto l’approccio alle problematiche familiari dei consultori è basato sulla progettazione attiva degli interventi, e non su un bieco elenco di attività da svolgere in maniera sempre uguale, in secondo luogo gli interventi vengono calibrati su fascie specifiche di popolazione e infine si pone grande attenzione sulla misurazione dei livelli di performance raggiunti.
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