Testo unico degli enti locali Operatore socio sanitario: assistenza domiciliare agli anziani
Feb 24

ASSISTENZA DOMICILIARE

 

 

Uno degli aspetti sicuramente preponderanti nella formazione e nell’attualizzazione della pratica professionale dell’operatore socio sanitario è senza dubbio la prestazione di assistenza domiciliare, oggi meglio conosciuta come home-care.

 

Alla luce delle recenti rilevazioni Istat che vedono l’ Italia come il Paese più vecchio d’Europa (vale a dire in cifre quello con il più alto rapporto tra abitanti con più di 65 anni e sotto i 15 anni (140,4) dove il 5% della popolazione ha più di 80 anni), la necessità di una corretta gestione del sistema assistenziale, presso il domicilio degli aventi diritto, sembra destinata ad aumentare in maniera esponenziale.

 

L’ attività di assistenza domiciliare si sostanzia nello specifico attraverso l’erogazione di servizi per un determinato numero di ore al giorno, presso l’abitazione dell’utente, secondo le necessità specifiche dello stesso, andando a comprendere a seconda dei casi prestazioni mediche, riabilitative, infermieristiche e di carattere socio assistenziale.

 

Esistono infatti vari livelli o gradi di prestazione.

 

Il primo livello è destinato a quegli utenti che presentino la necessità di assistenza soprattutto dal punto di vista psico-sociale e di prime cure della persona, e si esplicita nella erogazione di servizi quali: fornitura dei pasti per favorire una corretta alimentazione, sostegno per l’igiene domestica e la cura della persona, supporto nel disbrigo dei pagamenti di bollette e abbonamenti.

 

Ad avere necessità di un intervento di assistenza domiciliare di secondo livello si trova invece quell’utente che ha necessità di supporto e di interventi di carattere sanitario specialmente a seguito di degenza ospedaliera e conseguente necessità riabilitativa.

 

Questo tipo di assistenza risulta fondamentale al fine di evitare una eventuale ri-ospitaliazzione in virtù di cure improprie o assenti ed è destinata ad persone non autosufficienti a cui si vuole garantire la permanenza nel proprio ambiente domestico.

 

Il terzo livello di intervento è infine riservato alle situazioni di maggiore complessità in cui la combinazione dell’assistenza psico-sociale con quella medico-sanitaria risulta fondamentale al fine di garantire il benessere dell’utente. Questo tipo di intervento viene anche definito ADI (assistenza domiciliare integrata)

 

 

 

Dopo questa breve introduzione mirata a spiegare in maniera più puntuale i diversi tipi di intervento domiciliare possibili, è fondamentale specificare le modalità di erogazione del servizio stesso.

 

L’assistenza domiciliare è infatti, per definizione, un tipo di assistenza fornita presso l’abitazione solo in giorni ed ore stabilite e non in maniera continuativa come all’interno delle strutture ospedaliere. È quindi necessario che l’utente interessato se vive solo possegga dei requisiti quali l’autosufficienza almeno per gli aspetti fondamentali, mentre nel caso in cui l’utente viva in famiglia non è necessario che sia autosufficiente e, fermo restando il supporto della famiglia per quanto riguarda le prime necessità, l’assistenza domiciliare si può sostanziare sia in cure mediche che riabilitative a seconda della necessità specifica.

 

L’iter per la richiesta dell’assistenza domiciliare prevede innanzitutto la richiesta da parte dell’utente potenziale o di un suo familiare alla ASL.

 

Una volta effettuata la richiesta ogni componenete della U.V.G (Unità Valutazione Geriatrica formata da specialisti con il compito di realizzare l’integrazione tra servizi socioli e quelli sanitari) valuta sia le condizioni del potenziale utente sia il livello di intervento necessario ( se di 1° 2° o 3° secondo quanto specificato sopra) sia la durata e le modalità di attuazione dell’assitenza e il successivo controllo delle condizioni del paziente per valutare il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Se la U.V.G a seguito delle proprie indagini ritiene valida la richiesta di assistenza domiciliare, quest’ultima viene accettata e viene definito un piano di interventi per erogare il servizio nella maniera più opportuna. Rimane da ricordare che in linea di massima è il personale della ASL a fornire il servizio di assistenza domiciliare anche se le nuove leggi regionali in materia di sanità e welfare andranno a stabilire criteri specifici per ogni regione.

 

 

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